Statistiche7 min di lettura10 aprile 2026

Infortuni lavoratori stranieri in edilizia: i dati INAIL 2024 e come prevenirli

I dati INAIL 2024 confermano un divario preoccupante: i lavoratori stranieri hanno un tasso di infortuni mortali di 74,2 ogni milione di occupati, contro 29,7 degli italiani. La barriera linguistica nella formazione è uno dei fattori determinanti.

Il divario negli infortuni: lavoratori stranieri vs italiani

I dati pubblicati dall'INAIL nel 2024 fotografano una realtà preoccupante: i lavoratori stranieri in Italia presentano un tasso di infortuni mortali di 74,2 ogni milione di occupati, contro 29,7 ogni milione per i lavoratori italiani. Un divario di oltre 2,5 volte che non può essere attribuito solo alla tipologia di mansioni svolte.

Nel 2024, su 1.090 morti sul lavoro registrati in Italia, 176 erano lavoratori stranieri — una percentuale sproporzionata rispetto alla loro presenza nella forza lavoro. Le denunce di infortunio di lavoratori stranieri hanno raggiunto le 101.849 unità nel corso dell'anno.

Il settore edile: il più a rischio

Il settore delle costruzioni si conferma tra i più pericolosi per i lavoratori stranieri. Secondo il Report INAIL 2024-2025 sull'edilizia (pubblicato il 15 gennaio 2026), nel 2024 le denunce di infortunio nel comparto sono state 43.931, con una diminuzione del 2,6% rispetto alle 45.117 del 2023. Tuttavia, la percentuale di infortuni gravi e mortali rimane elevata.

I lavoratori del settore costruzioni hanno denunciato all'INAIL 16.766 malattie professionali nel 2024, pari a circa il 23% del totale nazionale. Tra le cause principali degli infortuni nel settore edile, la barriera linguistica nella formazione e nella comunicazione di sicurezza è riconosciuta come un fattore di rischio significativo dagli studi epidemiologici e dalle relazioni degli organi di vigilanza.

Perché i lavoratori stranieri sono più esposti

Le ragioni del maggiore rischio per i lavoratori stranieri sono molteplici e interconnesse:

  • Barriera linguistica nella formazione: la formazione obbligatoria sulla sicurezza erogata solo in italiano non viene compresa appieno dai lavoratori che non padroneggiano la lingua. Il risultato è una formazione nominalmente completata ma sostanzialmente inefficace.
  • Mansioni ad alto rischio: i lavoratori stranieri sono spesso impiegati nelle mansioni più rischiose del cantiere — lavori in quota, demolizioni, movimentazione carichi pesanti — con minore esperienza specifica e minore conoscenza delle procedure di sicurezza aziendali.
  • Difficoltà nella comunicazione di emergenza: in caso di incidente o situazione di pericolo, la comunicazione rapida ed efficace è fondamentale. La barriera linguistica rallenta la comprensione delle istruzioni di emergenza.
  • Minore conoscenza dei propri diritti: i lavoratori stranieri spesso non conoscono i propri diritti in materia di sicurezza e sono meno propensi a segnalare situazioni di pericolo per timore di conseguenze sul rapporto di lavoro.

Il ruolo della formazione multilingue nella prevenzione

La ricerca scientifica e le evidenze operative confermano che la formazione nella lingua madre del lavoratore è uno degli interventi più efficaci per ridurre gli infortuni. Quando un lavoratore comprende effettivamente le procedure di sicurezza, i rischi specifici della propria mansione e le istruzioni di emergenza, la probabilità di incidenti si riduce significativamente.

L'utilizzo di sistemi di traduzione simultanea AI come FormazioneLive consente di erogare la formazione obbligatoria in modo che ogni lavoratore la riceva nella propria lingua madre, in tempo reale, senza necessità di corsi separati per nazionalità o di interpreti umani. Il formatore parla in italiano, e ogni lavoratore ascolta in rumeno, albanese, arabo, urdu, bengalese o in qualsiasi altra delle 90+ lingue supportate.

Le lingue più diffuse nei cantieri italiani

Secondo i dati ISTAT e le rilevazioni del settore, le nazionalità più rappresentate tra i lavoratori edili stranieri in Italia sono:

  • Romania: la comunità straniera più numerosa nel settore edile italiano;
  • Albania: seconda nazionalità per presenza nei cantieri;
  • Marocco ed Egitto: forte presenza nelle regioni del centro-nord;
  • Pakistan (urdu): in crescita significativa negli ultimi anni;
  • Bangladesh (bengalese): presenza consolidata nelle aree metropolitane;
  • Moldova e Ucraina: in aumento dopo il 2022;
  • Polonia e altri paesi dell'Est Europa: presenza storica nel settore.

Come ridurre concretamente il rischio infortuni

Le imprese edili che vogliono ridurre concretamente il rischio infortuni tra i lavoratori stranieri devono agire su tre livelli:

  1. Formazione comprensibile: garantire che ogni lavoratore riceva la formazione obbligatoria nella propria lingua madre, utilizzando strumenti di traduzione simultanea AI o materiali formativi multilingue;
  2. Comunicazione di sicurezza quotidiana: le istruzioni operative, i DPI da indossare, le procedure di emergenza devono essere comunicate in modo comprensibile a tutti i lavoratori, non solo durante i corsi formali;
  3. Documentazione della comprensione: ai sensi dell'Accordo CSR 59/2025, la verifica della comprensione linguistica deve essere documentata e conservata come prova di adempimento normativo.

Conclusioni

I dati INAIL 2024 non lasciano spazio a interpretazioni: i lavoratori stranieri sono significativamente più esposti al rischio di infortuni, e la barriera linguistica nella formazione è uno dei fattori determinanti. Investire in formazione multilingue non è solo un obbligo normativo — è una scelta economicamente razionale, considerando i costi umani, legali e assicurativi degli infortuni sul lavoro.

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